Ubuntu, ennesimo atto intimidatorio

Ennesimo atto intimidatorio questa notte nei confronti di  Ubuntu, il centro internazionale
delle Culture, che da tre anni, si occupa di fornire assistenza socio –
educativa a bambini di origine straniere e non, prevalentemente
residenti nei quartieri del centro storico di Palermo.

Solo alcune settimane fa l’associazione Tavola Tonda, cui U buntu è parte integrante insieme ad altre realtà come Radiocentopassi, avevano subito un furto. Una prima intimidazione diretta contro chi in quei quartieri difficili favorisce l’integrazione, la legalità e promuove un sostegno sociale quotidiano gratuito.

Questa notte un altro messaggio è stato mandato con chiarezza nei confronti proprio del Centro U buntu: colla è stata inserita nelle serrature che permettono l’apertura del pullmino ad uso del Centro Multiculturale. Un masso di 30 kg ha inoltre frantumato un finestrino del mezzo.

“Oggi con le macchine dei nostri volontari noi ci riorganizziamo per andare a prendere ugualmente i nostri bambini – commenta Claudio Arestivo, animatore e presidente di Ubuntu – non ci fermiamo nemmeno questa volta”. ““È una partita per il controllo del territorio che intendiamo vincere.-
afferma il fondatore del centro Fabrizio Ferrandelli – “E stavolta non accetteremo solidarietà da
lontano né tantomeno passerelle istituzionali. Pertanto chiediamo che venga fatto un Consiglio Comunale aperto, ad hoc sul tema, – conclude Ferrandelli –  e che venga fatto sul territorio, a Tavola Tonda”.

“Tutta la nostra solidarietà all’asilo interculturale “Ubuntu” di P.zza
Tavola Tonda, ancora una volta vittima di un vile atto intimidatorio – dichiara Umberto Di Maggio di Libera Palermo”. “Il riperpetrarsi di questo gesto vandalico, a poche settimane
dall’altro “sfregio”, è segno di un evidente disagio sociale e politico
nel quale la nostra città, la nostra regione, continua a trovarsi. Non
può esservi legalità se non vi è giustizia sociale, non può esservi
sviluppo se non si risolvono i punti critici che caratterizzano il
malessere sociale ed economico nel quale si trova la nostra
cittadinanza – continua Di Maggio”. “Libera – associazioni nomi e numeri contro le mafie”,
confidando nel buon esito delle indagini della Magistratura e delle
forze di Polizia – conclude Di Maggio esprime tutto il proprio sostegno, oggi come ieri,
agli operatori di P.zza Tavola Tonda e a tutta la rete di volontariato
che “lotta” quotidianamente per l’affermazione della cultura della
co-responsabilità a favore degli ultimi e di chi ha bisogno”.